Dal 4 di agosto sono disponibili in rete i risultati di un sondaggio prodotto da Gallup per l’Agenzia Nazionale per la Gioventù, un ente autonomo sponsorizzato dal Governo Italiano e dall’Unione Europea. Il campione è costituito da 1004 intervistati tra i 15 e i 30 anni di età. I dati sono poi comparati con quelli derivati dallo stesso sondaggio negli altri paesi dell’UE 27.
Riporto da pag. 9:
“Uno schiacciante 84% dei ragazzi italiani ha condiviso (d’accordo e molto d’accordo) l’idea che sebbene le persone abbiano qualifiche elevate, nell’arco di 20 anni potrebbe non esserci alcuna garanzia di trovare un buon lavoro. Con questa percentuale così alta, gli italiani nella fascia 15-30 anni sono risultati non solo più consapevoli dei concittadini su questo argomento (solo il 56% degli italiani con più di 30 anni ha risposto molto d’accordo), ma anche più timorosi su questo punto rispetto alla media della gioventù europea (73% complessivamente d’accordo, 30% molto d’accordo).”
Tradotto in soldoni: “puoi studiare quanto ti pare, tanto sempre a spasso rimani”, ovvero la crisi della speranza di vedere adeguatamente realizzata una professionalità a lungo coltivata durante gli studi. Inutile dire che la colpa di questo stato di cose è di chi governa (oggi, ma anche ieri e l’altro ieri). Come è inutile sottolineare anche il fatto che concorsi come l’ultimo bandito dal MBAC non fanno che aumentare questa percezione.
Un altra considerazione che porta la speranza a vacillare ancora di più è la sensazione diffusa che le cose non possano cambiare, e quindi non valga la pena agitarsi tanto. Un esempio è la petizione contro il concorso di cui sopra. Ancora l’hanno firmata solo 538 persone. Un bel numero, per carità. Ma quello che era lecito aspettarsi sarebbe stata una partecipazione “massiccia e incazzata” piuttosto che una adesione moscia, svogliata e col contagocce (quando si verifica). Quello che mi aspettavo era l’adesione convinta di tutti gli studenti di archeologia, per esempio, di fronte all’ennesimo affronto nei confronti di quello che vorrebbe essere il nostro futuro lavoro. Certo che se anche mettere una firma per qualcosa che riguarda il proprio interesse diventa qualcosa sulla cui opportunità bisogna pensare un paio di settimane, allora stiamo freschi!
Ma c’è ancora tempo…. speriamo che i fatti mi facciano cambiare idea.








Dicono delle mie idee….